Disturbi di personalità: sintomi e metodi di intervento

La personalità

Secondo Otto Kernberg la personalità deriva da strutture psichiche costruite sulla base delle primissime relazioni con le figure di attaccamento. Per Kernberg al fine di indagare la personalità occorre studiare tre elementi:

Presenza o assenza dell’esame di realtà

Ossia quanto la persona riesca a differenziare il reale dall’irreale.

Identità integrata o diffusa

Ovvero la capacità di creare legami affettivi stabili e duraturi oppure la propensione ad instaurare relazioni dipendenti, la cui assenza dell’altro genera un senso di vuoto.

Utilizzo di meccanismi di difesa maturi o immaturi

Rappresentano schemi mentali che servono a proteggere la psiche da traumi e dolori, è possibile distinguerli in meccanismi maturi e maccanismi immaturi.

Comprendere i disturbi di personalità secondo il DSM-5

Il DSM 5 è il manuale diagnostico e statistico per la valutazione dei disturbi di personalità. All’interno del manuale il disturbo di personalità viene identificato come:

<<un pattern costante di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e inflessibile, esordisce in adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo e determina disagio.>>

I disturbi citati dal DSM 5 sono suddivisi in 3 cluster in base ad analogie comportamentali.

Cluster A

  • Disturbo di personalità paranoide: l’individuo appare sospettoso, difficilmente stabilisce legami interpersonali profondi e intimi poichè teme di essere sfruttato, danneggiato o ingannato. 
  • Disturbo schizoide di personalità: l’individuo non prova piacere nelle relazioni affettive e predilige attività individuali a quelle gruppali. Non ha amicizie intime e spesso si mostra freddo e distaccato.
  • Disturbo schizotipico di personalità: si traduce come una difficoltà nello sviluppo di relazioni interpersonali e sociali con eccentricità di comportamento. Spesso la persona può manifestare una sorta di pensiero magico o convinzioni strane.

Cluster B

  • Disturbo borderline di personalità: si traduce con uno sforzo costante per evitare un possibile abbandono che può essere reale o immaginario. Vi è un’alterazione dell’immagine di sé, instabilità affettiva con sentimenti cronici di vuoto interiore. 
  • Disturbo istrionico di personalità: l’individuo ricerca costantemente attenzioni, spesso utilizza il proprio corpo per attrarre l’attenzione. Può essere autodrammatico e sessualmente provocante.
  • Disturbo narcisistico di personalità: la persona tende a sentirsi grandioso e impone agli altri il medesimo pensiero, richiedendo ammirazione verso la propria unicità. 
  • Disturbo antisociale di personalità: l’individuo non appare conforme alle regole sociali, spesso può esercitare condotte aggressive prive di rimorso.

Cluster C

  • Disturbo evitante di personalità: prova sentimenti di inadeguatezza ed è ipersensibile al giudizio negativo. Pertanto, può evitare lavori in team o in équipe.
  • Disturbo dipendente di personalità: ha difficoltà nel prendere decisioni autonomamente e delega le scelte a terze persone. Si sente a disagio quando è da solo e tende a stabilire legami amorosi continui per timore della solitudine.
  • Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: è estremamente preoccupato per i dettagli, preferisce occuparsi di ogni cosa in autonomia senza delegare ad altri. Accumula oggetti o soldi per timore di una possibile “catastrofe”.

Scopri le risposte alle domande più comuni sui disturbi di personalità.

Qui trovi spiegazioni chiare e concise per comprendere meglio i disturbi di personalità e le loro caratteristiche principali.

Cosa sono i disturbi di personalità secondo il DSM-5?

I disturbi di personalità sono pattern persistenti di esperienza interna e comportamento che deviano dalle aspettative culturali, causando disagio.

Di quali disturbi di personalità mi occupo?

Mi occupo principalmente del cluster B (disturbo di personalità borderline, istrionico, narcisistico e antisociale) e del cluster C (disturbo evitante, dipendente e ossessivo-compulsivo).

Come si diagnostica un disturbo di personalità?

La diagnosi si basa su una valutazione clinica dettagliata e basata sui criteri specifici indicati nel DSM-5. Inoltre, anche la somministrazione di test specifici consente un’accurata diagnosi.

Quali sono i sintomi caratteristici del disturbo borderline di personalità?

Caratteristiche includono instabilità emotiva, relazioni interpersonali intense e senso di vuoto cronico.

È possibile trattare i disturbi di personalità?

Sì, con terapie psicologiche mirate e, in alcuni casi, con supporto farmacologico prescritto da uno psichiatra è possibile migliorare la qualità della vita.

Come differenziare i disturbi di personalità dagli altri disturbi mentali?

I disturbi di personalità sono caratterizzati da pattern duraturi e pervasivi di comportamento e pensiero, a differenza di sintomi episodici di altri disturbi.

Come affrontare un disturbo di personalità

Se sospetti la presenza di un disturbo di personalità ti consiglio di rivolgerti ad un professionista della salute mentale. Fare una diagnosi da soli può essere un errore e può influenzare negativamente il tuo benessere.

Inoltre, ti suggerisco di consultare uno specialista se avverti stati di derealizzazione o depersonalizzazione, se provi un senso di vuoto persistente che non si attenua con relazioni sociali, lavoro, sport o hobby, se fatichi a instaurare relazioni intime e durature o, al contrario, se queste diventano eccessivamente dipendenti dall’altra persona. Rivolgiti a un professionista anche se le situazioni sociali ti causano forte disagio e preferisci la solitudine, se manifesti comportamenti stereotipati o compulsioni, o se l’ossessione per ordine, precisione e pulizia limita le tue relazioni sociali e familiari.

La diagnosi di personalità richiede un’attenta osservazione clinica, supportata da test psicometrici validi e affidabili. Per una diagnosi certa è quindi fondamentale la somministrazione di strumenti scientificamente validati, che possono essere utilizzati solo da psicologi, psicoterapeuti e psichiatri regolarmente iscritti all’albo di riferimento.

E’ possibile strutturare un percorso psicologico in base ai sintomi e alle difficoltà che il paziente riscontra. Gli strumenti e gli obiettivi variano in base al caso.

Inoltre, è possibile che ai disturbi di personalità sia associata una comorbidità che spesso include disturbi quali DCA, depressione o ansia, essi necessitano di un ulteriore intervento per consentire alla persona di ritrovare il benessere.